segunda-feira, 16 de março de 2009

Les phrases

Les phrases me suivent et me font pleurer, c’est que le vide de ma vie est indescriptible. Laisse moi embrasser la douleur de ne pas avoir envie d’être là où je me vois. Demain un rêve trop lointain ; le poisson ouvre le cœur et l’eau limpide le rempli de mort transparente et de sérénité. Seul un autre jour, une vie doublée d’angoisse. J’essaie de me revoir dans le miroir de ma chambre d’été, tous les jours, et je me vois seulement dans mon absence ; seule la manque d’esprit. Elles me suivent encore, les phrases ; elles insistent dans leur sens qui je ne reconnais pas. Les couleurs toujours inexactes de mes illusions me font mal aux yeux et je coupe les doigts de l’espérance au hasard. La mer, la mer infinie dans mon estomaque bouscule le moindre désire de paix. La survie s’assomme ; quel impérieux besoin. Aucun cycle ne se complète : inexistence absolue d’un mécanisme réel. Le tout et le rien ne sont en fait qu’une seule chose. Et moi je n’ai à dire que ces phrases fantômes.

Dopo l’angolo

Dopo l’angolo a sinistra non c’era più suolo. C’erano due alberi abbattuti che servivano come ponte tra dove tu eri e il lato oscuro del tuo desiderio, lo sconosciuto dove ti piacerebbe andare. Gli alberi erano enormi. Sembravano interminabili. E, come erano in due, ti hanno forzato a fare una pausa e a cercare di scegliere. In ogni modo, avevi girato l’angolo a sinistra e, per di là, non si poteva continuare. Le decisioni difficili ti hanno sempre causato una grande afflizione. Quasi piangevi. Ti sentivi come se non fossi mai cresciuto. Perduto. Hai pensato che avresti potuto andare in dietro, come nel sogno. Hai creduto, per un momento, che il tempo sarebbe stato dal tuo lato e ti avrebbe permesso ritornare. Quando hai infatti provato di girare l’angolo in senso inverso, ti si è ristretto il corpo a poco a poco fino a che è scomparso e tu sei diventato soltanto una idea di te, una memoria del tempo.

segunda-feira, 2 de março de 2009

Lungo Viaggio

Un giorno il ponte più vecchio è andato al fiume e è morto,
e i cavalli saltavano nel margine di quello che nessuno ha mai visto.

Guarda la città di qua dove l’uomo la dipinge.

Ti ho trovato sotto la pioggia,
ho fatto un disegno di te
e l’affiggo in una torre in italico che mi pesa l’equilibrio.
Ho passato cinque anni in una terra blu,
perduta in un mare schizzato in strade oscurate dalla poesia.

Sono isole d’acqua che invecchiano il tempo.
Sono anime incomplete come la mappa del mio universo.