segunda-feira, 16 de março de 2009

Dopo l’angolo

Dopo l’angolo a sinistra non c’era più suolo. C’erano due alberi abbattuti che servivano come ponte tra dove tu eri e il lato oscuro del tuo desiderio, lo sconosciuto dove ti piacerebbe andare. Gli alberi erano enormi. Sembravano interminabili. E, come erano in due, ti hanno forzato a fare una pausa e a cercare di scegliere. In ogni modo, avevi girato l’angolo a sinistra e, per di là, non si poteva continuare. Le decisioni difficili ti hanno sempre causato una grande afflizione. Quasi piangevi. Ti sentivi come se non fossi mai cresciuto. Perduto. Hai pensato che avresti potuto andare in dietro, come nel sogno. Hai creduto, per un momento, che il tempo sarebbe stato dal tuo lato e ti avrebbe permesso ritornare. Quando hai infatti provato di girare l’angolo in senso inverso, ti si è ristretto il corpo a poco a poco fino a che è scomparso e tu sei diventato soltanto una idea di te, una memoria del tempo.

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